Forlì per Balzani

Intervento di Patrizia Graziani all’incontro del 27/10/2008

Paure vere, paure inventate. Smarcarsi dall’insicurezza per far vivere -La speranza è dare forza alla politica

ecco le foto della serata:  www.flickr.com/photos/forliperbalzani

SINDACO SCERIFFO ma con MODERAZIONE

Dalla prostituzione all’accattonaggio, dallo spaccio all’occupazione di case; anche se ad un Sindaco non piace, questo è il nuovo ambito di competenza che il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha assegnato ai sindaci per difendere “l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”.

Secondo il ministro dell’Interno, con i nuovi poteri assegnati dal decreto, i sindaci diventano “protagonisti e non comprimari della sicurezza sul territorio”.

Ma i nuovi strumenti avranno anche bisogno di finanziamenti ad hoc!

Lo stesso Ministro a luglio ha detto che a settembre sarà tempo di valutare in che modo i primi cittadini avranno espresso la loro “creatività” nelle ordinanze consentite dai nuovi poteri loro concessi. ( stiamo aspettando!!)

Per l’autunno, ha spiegato ancora Maroni, verrà siglata un’intesa con l’Anci per stabilire, dopo un monitoraggio sui primi risultati ( e l’Anci dal 4 settembre ha annunciato che dava inizio alla raccolta!!) , come utilizzare al meglio i 100 milioni di euro che verranno messi a disposizione delle amministrazioni comunali per il 2009. Un primo stanziamento che consentirà di assicurare copertura finanziaria alle iniziative avviate nel frattempo in tema di sicurezza urbana.( ci spiegherà meglio il Sen Bianco quali risorse abbiamo oggi!E’ già autunno!!)

Ma ecco in che modo, e in quali settori, i sindaci potranno ora utilizzare i nuovi poteri.

Nello specifico, spetterà a loro decidere, visto che come ha spiegato il ministro “noi non siamo un prontuario di interventi sul campo”, ma solo l’ampliamento dei “margini di operatività”.
Grazie all’input di Maroni, ai sindaci sarà consentito di emanare ordinanze in materie che erano di competenza statale, relativamente a “incolumità pubblica” e “sicurezza urbana”. Per “incolumità pubblica”, intende il ministro dell’Interno, ” l’integrità fisica della popolazione”, mentre la sicurezza urbana “è un bene pubblico da tutelare attraverso attività poste a difesa del rispetto delle norme che regolano la vita civile”.

Su queste premesse, i sindaci possono dunque intervenire “per prevenire e contrastare le situazioni urbane di degrado o di isolamento che favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, l’accattonaggio con impiego di minori e disabili e i fenomeni di violenza legati anche all’abuso di alcool”.

Es di chi ha già operato l’abbiamo a Verona con il sindaco Flavio Tosi, .. non sarà più necessario contrastare il fenomeno appoggiandosi a stratagemmi quali la multa ai clienti per divieto di fermata, ma si potranno emanare ordinanze mirate per sanzionare chi contratta prestazioni sessuali.

Notare bene : una settimana si lancia l’allarme per il sovraffollamento delle carceri, e la settimana dopo si annuncia: “Carcere per i clienti e per le prostitute”.Ma ..!

Il sindaco cioè “agirà come ufficiale di governo”, ha detto Maroni, e saranno tenuti ad informare preventivamente dei loro provvedimenti i prefetti, i quali dovranno collaborare per dare attuazione a tali provvedimenti.

Nel caso di contrasti fra sindaco e prefetto la situazione dovrebbe essere risolta in sede di comitato provinciale ( una sorta di arbitro )per l’ordine e la sicurezza. “Noi diamo un margine di operatività ai sindaci con i soli limiti rappresentati dal loro territorio e dalle leggi vigenti”, ha riferito Maroni.
Ha così dispiegato tre mila soldati nelle città d’Italia, sostenendo di essere soddisfatto di come è iniziata l’operazione e dell’accoglienza da parte dei cittadini ( si aspettava forse che sputtassero contro là dove i cittadini non possono neppure uscire di casa!!!)

Ma nell’emanare questo pacchetto sicurezza ,ci siamo dimenticati che la magistratura è ingolfata , che il sistema penale è ai minimi storici, che questo governo non ha stanziato soldi neppure per la carta ( non quella igienica che già se la portano da casa i cancellieri dei Tribunali da tempo!!) ma quella da scrivere in Tribunale, e che se aumento i reati e le pene , ho poi le carceri stracolme ?!!!

Tenendo presente tutto questo , ora che fare? Credo che anche i nostri Sindaci debbano cambiare rotta , e mi ha colpita molto il monito di Don Vinicio Albanesi rivolgendosi ai Sindaci di sinistra quando ha detto:”svegliatevi ,attivandovi perché le vostre città godano di sicurezza.”!
E’ vero che a Forlì non ci sono lavavetri,non abbiamo ancora avuto casi di violenza per strada , ma ci sono anche qui , come nelle grandi città, micro e macro criminalità, ‘immigrazione clandestina, vendite abusive, prostituzione ed è ora che diciamo basta, invocando il rispetto delle regole.
Poco importa se ancora nessuna di noi non è ancora stata stuprata per strada o derubata , ma la sensazione di paura in certe ore e quartieri della nostra città c’è!!!

Non posso tollerare che il negoziante storico del centro debba chiudere le serrande esasperato dal fatto che di giorno e di notte “scarichino le olive ” sulle loro vetrine e se chiamano le forze dell’ordine si sentono dire che occorre essere toleranti !!!

Chi si candida ad amministrare questa città deve saper dare una risposta , che non significa che caccerà in carcere tutti gli extracomunitari che si aggirano in zona, ma deve saper fare rispettare le regole!!!
Ma attenzione , non posso invocare la legge penale solo per questi reati !.
Occorre avere lo stesso passo da usare costantemente nei confronti di tutti i cittadini .

L’ondata emotiva in favore della sicurezza non è affatto accompagnata da una analoga ondata emotiva a favore della legalità…vi è scarsissima affezione per le regole e la frattura tra legalità e sicurezza è pericolosissima!
Occorre governare, anticipare le situazioni e quindi invocare sempre legalità,ed essere conseguenti , il che significa non sopportare le molte illegalità sul nostro territorio, quando esse sono a beneficio degli abitanti “doc”: abusivismo nell’edilizia, nel commercio, nella pubblicità, nell’uso dei beni pubblici, nell’accoglienza etc….
Controllare il territorio, significa non sopportare , né alimentare una diffusa legale illegalità.
Significa non essere prudenti o assenti nei confronti dei ceti che contano: diventare severi se i livelli di illegalità “disturbano” l’equilibrio dell’illegalità nostrana ( es:in centro hanno la deroga locali notturni oltre la mezzanotte ed i residenti lamentano il fatto di non potere dormire!! ).
Ricordiamoci però che la nostra città vive e prospera con l’apporto degli stranieri, italiani e non.
Non possiamo essere assenti nel garantire il rispetto delle regole per gli studenti fuori sede, per gli immigrati lavoratori, per i turisti, per le prostitute di infimo bordo.
Dobbiamo iniziare dalla testa, ma dalla coda!

Il che significa controllare che il prezzo della bottiglietta di acqua della nostra città non continui a salire nel prezzo; come il posto letto per lo studente fuori sede; che il costo dei parcheggi non vada alle stelle e le multe non ingrassino le casse municipali; che gli immigrati lavoratori possano vivere non in stamberghe abbandonate , e allora…. se devono avere case e lavoro chi darà credito a costoro !??? Occorrerà creare un percorso da costruire e non bastano le agenzie per l’affitto ( cito un extra com che dorme in auto da mesi a Fo eppure è dipendente Zanussi e paga tasse!!) !!!

Perchè non pensare ad un disegno della città che eviti di concentrare zone con abitazioni per extracomunitari, licenze per negozi di market o kebab o call center gestiti da extracomunitari?? !

Creare sicurezza non significa neppure multare un accattone!! Se sono un sindaco intelligente , scusate ,che faccio a fare sanzioni per multare un accattone , come la pagherà la multa? Se è un accattone…
Se chiede l’elemosina non ha una lira, e allora come fa a pagare la multa!!!

Ecco perchè moderazione !!!
Ecco perchè l’unico modo per produrre sicurezza è un nuovo patto sociale che richiede una nuova politica locale !

Per farlo servono Tavoli locali tra amministratori, istituzioni, imprese, sindacati , terzo settore e volontariato per costruire un progetto di città che mette al 1° posto il benessere e la sicurezza delle persone .

Una nuova politica locale fatta di partecipazione diffusa e dell’integrazione delle politiche economiche , urbanistiche, ambientali , sociali, sanitarie del lavoro e dell’istruzione.

L’urgenza di non abbandonare la fiducia nel sociale , nella logica solidale e pacifica, ascoltiamoci , e interrompiamo quei toni da ” scaldamuscoli” , prevenire significa educarsi e render sempre più ridotto l’utilizzo dell’intervento penale e far sì che le carceri non diventino luogo dove scaricare persone e buttar via la chiave …”non bisogna mai mettere un uomo nella condizione di non aver più niente da perdere”!( detto zingaro)

Patrizia Graziani

3 risposte

  1. max Scrive:

    Tutto giusto, ma un pò troppo vicino alle posizioni di Pini, per la forma con cui si espone.
    Sembra troppo un attacco diretto solo agli extracomunitari, quando in relatà il problema sicurezza, se si legge la cronoca a forlì riguarda anche tanti italiani. Penserei agli stupri reali fra le mura domestiche, come per fotuna fa il centro donna, prima di quelli fantasiosi per le strade. Credo che forlì abbia bisogno di un patto sull’immigrazione, specialmente extracomunitaria, da sviluppare sul territorio. Forse però ci volgliamo buttare anche noi sul carro delle paure. Se ci piace facciamolo ma andiamo contro le nostre idee…Balzani ha detto: farsi carico delle paure reali e dare il giusto ruolo a quelle che si rifanno alla suggestione.
    Facciamo così, mi sembra poi sia la posizione anche della Masini, chiaramente essendo al posizione del PD.

  2. barducci patrizia Scrive:

    Vorrei dare un contributo alla riflessione.io non credo che ci si voglia buttare sul carro delle paure,ma nell’analizzare quello che passa nel detto e non detto della gente che vive la città si intravede un filo nero collegato alla paura del diverso e dello straniero.Personalmente io non ho paura di camminare,andare in bici anche di notte nella strade deserte di forlì.Quello che più mi fa paura è questo clima di caccia alle streghe che la scorsa tornata elettorale ha montato in modo esponenziale…creando un’aura non certamente favorevole a guardare con occhi più umani i diversi migranti che abitano le contrade e vie di una sonnacchiosa città di provincia come Forlì.Se solo cominciassimo a metterci nei panni di chi non conosce la lingua,è lontano dalla sua casa e dagli affetti,che ha fatto mille peripezie per trovarsi in situazioni marginali e critiche…forse saremmo più cauti a fare dello straniero oggetto di pregiudizio e commenti non sempre veritieri.
    Così come credo sia importante fare riferimento a una cultura delle regole che forse siamo noi per primi ITALIANI a non voler rispettare più, ad evitarle con il nostro modo creativo di fare da noi e per noi.Il rispetto delle persone,delle cose, dell’ambiente,il senso di responsabilità e cura di ciò che ci circonda,sarebbe già un buon passo per diffondere un attegiamento e vissuti democratici, tolleranti e accoglienti…non sono così lontani quaesti valori attengono alla nostra cultura ,sono iscritti nella carta costituzionale…e dovrebbero essere come il pane il nutrimento base della nostra vita quotidiana.Di cosa veramente ho paura…non del diverso..il diverso abita in me,non dell’altro e del suo volto…quello che più mi fa paura è l’insorgere di segni di
    neo-fascismo che vedo in giro…dei segni di razzismo che insorgono in più occasioni…dello sfrenato individualismo che percorre questa contrada storica.
    QUESTO MI FA PAURA

  3. mtvaccari Scrive:

    A proposito di paure e sicurezza….
    da http://www.medicisenzafrontiere.it

    LAMPEDUSA: MSF COSTRETTA A CHIUDERE I PROGETTI
    Il Ministero dell’Interno non firma il Protocollo d’Intesa - 05/11/2008
    Medici Senza Frontiere (MSF) ha chiuso il 31 ottobre scorso le sue attività di soccorso medico al molo dell’isola di Lampedusa. MSF è costretta a prendere questa decisione dopo che il Ministero dell’Interno ha deciso di non firmare un nuovo Protocollo d’Intesa e di non rilasciare così le autorizzazioni necessarie perché MSF continui ad operare adeguatamente.

    MSF, come negli ultimi anni, chiede di operare sul molo di Lampedusa solo nell’ambito di un Protocollo d’Intesa che definisca gli ambiti di responsabilità e di azione. MSF era l’unica organizzazione indipendente di soccorso medico presente sul molo con un’equipe composta da medici, infermieri e mediatori culturali. Secondo il Protocollo d’Intesa, MSF era responsabile delle attività mediche sul molo in collaborazione con la ASL: visitava quindi i pazienti e ne autorizzava il trasferimento nel centro di prima accoglienza, e nei casi più gravi nel poliambulatorio di Lampedusa. Inoltre MSF era autorizzata a seguire i migranti che presentavano complicazioni direttamente nel centro di prima di accoglienza.
    Il protocollo prevedeva altresì il coinvolgimento della ASL Palermo 6 che avrebbe dovuto in questi anni prendere in consegna l’accoglienza sanitaria sul molo.

    “La mancanza di un Protocollo d’intesa mina l’efficienza e l’efficacia dell’intervento di MSF” dichiara Loris De Filippi responsabile progetti di MSF Italia. “Chiediamo chiarezza dopo 6 anni di lavoro svolto sul molo gratuitamente e ci piacerebbe capire se, secondo il Ministero e la ASL Palermo 6, c’è ancora bisogno di un servizio di prima assistenza sul molo di Lampedusa, e in caso affermativo chi se ne dovrà occupare e in quali termini e con quali competenze”.

    Dal 2002, MSF garantiva cure mediche gratuite d’emergenza ai migranti che sbarcavano sull’isola. Dal 2005 fino ad oggi il team di MSF ha visitato 4.550 migranti, 1.420 solo fra gennaio e ottobre di quest’anno. MSF ritiene che la sua presenza sull’isola sia necessaria fino a quando le autorità sanitarie regionali non saranno in grado di garantire un servizio adeguato di assistenza medica agli sbarchi. Solo nel 2008 sono sbarcate oltre 25mila persone a Lampedusa di cui il 20 % appartenete a categorie vulnerabili come donne e minori inclusi neonati. Le patologie che presentano all’arrivo sono legate alle proibitive condizioni di viaggio: ustioni, ipotermia, complicazioni osteomuscolari tra le più diffuse. Per questo MSF chiede il miglioramento degli standard di accoglienza e che venga quindi garantita assistenza medica specifica sul molo.

    —-
    Un altro passo indietro verso l’inciviltà e la ghettizazione.

Lascia un commento

   FORLI' PER BALZANI - Copyright 2008 - Tutti i diritti sono riservati