Forlì per Balzani

Date voce alle vostre idee

Parte la fase programmatica per le prossime elezioni amministrative con l’avvio delle aree comunali di lavoro aperte a tutti i cittadini.

Per informazioni e adesioni:  c/o Federazione PD - Viale Matteotti 21/B – Forlì – tel 0543 33719 – email: organizzazione@pdforli.it

Ambiente e sviluppo sostenibile

13 febbraio 2009 , ore 21 presso Circolo Arci Corso Garibaldi, 280

Lavoro, economia e territorio

17 febbraio, ore 21 presso Coop. Culturale ” Rivalta” Viale Bologna, 250

Diritti del cittadino, salute, welfare, benessere

20 febbraio 2009, ore 21 presso Circolo Arci Corso Garibaldi, 280

Legalità, sicurezza e coesione sociale

25 febbraio 2009 ore 21 presso Circolo Arci Corso Garibaldi, 280

Conoscenze, saperi e innovazione

27 febbraio 2009 ore 21 presso Casa del lavoratore di Bussecchio

2 risposte

  1. alessandro_mengozzi Scrive:

    ANALISI EX-ANTE DEL PROCESSO PARTECIPATIVO

    PD - Aree di Lavoro per il programma, Elezioni Amministrative 2009

    1. Impostazione politica

    1.1 Perché partecipare? E’ stato esplicitato un patto tra partecipanti e promotori del processo?

    1.2 Quali garanzie vengono offerte a chi partecipa? Cosa si ottiene in cambio del tempo che si dedica alla partecipazione di un processo organizzato solo da una fazione politica (PD) come in questo caso?

    1.3 C’è un responsabile del processo?

    1.4 Come è stato comunicato/pubblicizzato il processo?

    1.5 Come sono stati contattati i partecipanti al processo? Come si è cercato di disinnescare la percezione di faziosità del processo?

    1.6 Si tratta di un processo che si concentra sul rilevamento di idee o posizioni o si propone anche come mediazione delle posizioni, degli interessi e dei bisogni? E dalla eventuale mediazione giunge ad una sintesi condivisa e ad un disegno condiviso, a propositi convergenti? Oppure dal rilevamento delle posizioni si passa ad una sintesi che viene elaborata solo dai promotori? Da chi esattamente? E’ stato esplicitato ai partecipanti?

    1.7 La sintesi finale verrà comunque verificata prima di diventare definitiva? Da chi e come? Sempre da quelli che hanno partecipato ? Da esperti? Che rappresentatività avrà?

    1.8 Sono previsti sondaggi pre-elettorali e come sono collegati al processo partecipativo?

    1.9 E’ previsto un’area tematica dove si può discutere di democrazia e partecipazione, cosa è e il suo metodo?

    2. Impostazione metodologica del processo

    2.1 Chi può partecipare? Ok tutti. Vengono fatte distinzioni tra cittadino individualizzato, rappresentante di un aggregato sociale (comitato, associazione, partito, sindacato) e rappresentante politico (consigliere, presidente di circoscrizione, assessore)?

    2.2 Vengono fatte distinzioni tra esperto e profano su un determinato argomento? La discussione viene articolata per categorie omogenee di livello e competenza oppure no? In tal caso ci sono modalità di comunicazione tra i vari livelli e quali? Sono previsti inviti ad hoc per tavoli di discussione con attori chiave ? Sono previsti inviti pubblici o tavoli di confronto con gli attori avversari (altri partiti/liste)?

    2.3 Sono previsti servizi o incentivi per agevolare la partecipazione di determinate categorie: disabili, padri e madri con figli piccoli (avete previsto un servizio di baby sitting o uno spazio per bambini?), ragazze/donne sole…,

    2.4 E’ previsto un processo parallelo via web? E’ moderato? C’è un servizio di elaborazione sintetica dei contributi inviati via web? Sono previsti sondaggi online elaborati sulla base delle discussioni?

    2.5 E’ prevista un mappa (magari visuale) del percorso del processo? Eventuali fasi ? I tempi complessivi del processo partecipativo (tutto il percorso), sono stati esplicitati, come e quando?

    2.6 I risultati dei lavori per ogni gruppo saranno aggregati tal quali o prima verranno confrontanti tra loro (assieme ai partecipanti) ?
    Che raccordo ci sarà tra la discussione tematica e la discussione nei circoli? Quali temi si affrontano nei circoli?

    2.7 C’è un gruppo di lavoro metodologico che segue il processo e indica dei miglioramenti?

    3. Impostazione metodologica della discussione

    3.1 Ci sono facilitatori e osservatori/assistenti esperti? Hanno seguito percorsi di formazione specifici?

    3.2 Sono previste e vengono esplicitate alcune regole della discussione? Quali regole vengono esplicitate?

    3.3 Come sono disposte le sedie e i tavoli ? Ci sono strumenti tecnologici di supporto (pc con proiettore, connessione internet, amplificazione audio, registrazione video, audio)?

    3.4 La discussione si svilupperà nello stesso modo indipendentemente dal numero dei partecipanti? I partecipanti devono prenotare la loro partecipazione prima (gli incontri sono a numero chiuso) o sono aperti?
    Se i partecipanti sono pochi? Se il locale non riesce a contenerli?

    3.5 Viene definita un’agenda prima dell’incontro? Ci sono metodi di selezione dell’ordine del giorno? L’odg viene imposto o proposto? La priorità di discussione è ri-ordinabile dai partecipanti (in quale modo) o bloccata?

    3.6 Come vengono risolti i contrasti e le dispute? Quali metodi vengono utilizzati? Come vengono selezionate le varie proposte/posizioni anche se convergenti, vengono ordinate delle priorità?

    3.7 L’incontro viene registrato?
    Come ?(verbale …; video-ripresa ….; audio-registrazione ….)

    3.8 Il verbale viene inviato a tutti i partecipanti? Può essere revisionato dagli stessi prima di diventare definitivo?

  2. RedazioneBlog Scrive:

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

    Credo che la politica del nuovo sindaco non possa prescindere dall’affrontare lo spinoso tema dello smaltimento dei rifiuti attualmente lasciato al sistema del incenerimento.

    in questo link sono commentati alcuni risultati di uno studio europeo sugli effetti degli inceneritori in 2 zone europee, una e’ quella di forli.

    http://www.disinformazione.it/effetti_salute_inceneritori.htm

    e’ scontato segnalare come i risultati non siano piacevoli…

    interessante, per una politica che affronti il problema rifiuti in modo moderno con una visione aperta al futuro e non ancorata al passato (il che sarebbe una novita’ per il nostro comune), e’ l’articolo pubblicato sul blog di beppe grillo in data 05.02.09 che riporto interamente qui sotto.

    “PREMESSA PER RIFIUTI ZERO:
    Per comprendere il concetto di Rifiuti Zero, attuato dallo Stato della California e che fa parte delle strategie d’azione descritte sul blog di Barack Obama è necessario partire da questi concetti:
    a) tutto ciò che non è riutilizzabile, riciclabile e compostabile è un errore e deve essere sostituito nel ciclo produttivo attraverso una strategia che vede istituzioni-imprese-università collaborare da qui ai prossimi 15 anni
    b) Il rapporto di posti di lavoro creati dall’industria del riciclo rispetto a quella d’incenerimento-discariche è di 15 a 1. Ogni 15 posti di lavoro per il riciclo se ne crea uno solo per discariche ed inceneritori (fonte Conai)
    c) L’incenerimento, privato di sussidi pubblici (tasse dei cittadini) non si sostiene da solo dal punto di vista economico e risulta essere è il metodo piu’ costoso di smaltimento (fonte Wall Street Journal) e studio “Light myfire”.
    d) come provato da studi comparati la raccolta porta a porta rispetto a quella stradale con cassonetti permette oltre a maggiori percentuali di raccolta differenziata con migliore qualità anche un maggior risparmio recupero-energetico di materiali che altrimenti andrebbero gettati-bruciati e/o di nuovo prodotti nei cicli produttivi (fonte studio Tea-Mantova)
    e) I danni economici da inceneritori variano da 4 a 21 euro a tonnellata smaltita, quelli delle discariche da 10 euro a 13 euro per tonnellata smaltita (fonte studio: “Environmental impacts and costs of solid waste: a comparison of landfill and incineration” 2008-Ecole des Mines-Parigi )

    RIFIUTI ZERO NEI COMUNI A CINQUE STELLE
    Di seguito i passi da seguire per attuare una politica di rifiuri zero nel proprio Comune:
    - piani di riduzione rifiuti, come il progetto europeo “Meno 100kg pro capite” con prodotti alla spina, dematerializzazione, pannolini lavabili, acqua del rubinetto, compostaggio domestico, etc.
    - accordi con imprese e grande distribuzione per creare sistemi di vuoto a rendere. Fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio-triplo imballaggio
    - Aprire “Negozi del riciclo” in ogni Comune dove i cittadini possono consegnare e vendere bottiglie di plastica e vetro, lattine, carta ricevendo in cambio bonus denaro. Il valore educativo di questi negozi è fondamentale per far capire che nulla va sprecato
    - per famiglie ed imprese, passare alla raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale tramite microchip (più ricicli meno paghi). Il porta a porta oltre a permettere di arrivare ad elevate percentuali di raccolta differenziata in pochi mesi (dal 65% all’85%) ha come pregio di spingere ad una riduzione dei rifiuti (cifra variabile tra il -10% e -20% di rifiuti prodotti)
    - raccolta differenziata in tutte le scuole (classe per classe) come approvato a Treviso su idea del consigliere comunale David Borrelli (Grillitreviso) , Università, centri sportivi, cinema, parrocchie, luoghi di lavoro in modo da educare il cittadino in ogni aspetto della vita quotidiana
    - realizzazione di isole ecologiche per rifiuti ingombranti e speciali/industriali. Una per quartiere/zona industriale e possibilmente una per Comune nei Comuni tra i 10.000 e 20.000 abitanti. Isole ecologiche di intercomunali per i piccoli Comuni
    - costruzione impianti di digestione anaerobica e compostaggio con produzione di biogas-metano. I rifiuti organici e reflui agricoli prima di diventare fertilizzante naturale per i campi contribuiscono al recupero energetico producendo biogas-metano che può essere utilizzato anche per il trasporto pubblico locale (modello Linkoping, Svezia)
    - costruzione di moderni centri riciclo modello “Vedelago” dove anche gli scarti residui non riciclabili (in primis quelli plastici-cartacei) appositamente selezionati sia meccanicamente che manualmente possono essere poi trattati tramite “estrusione” e trasformati in composti per l’industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l’edilizia (evitando scavi in cave)
    - costruzione di impianti di trattamento meccanico-biologico per la parte residua con bioessicazione della parte organica e loro integrazione con i centri riciclo modello “Vedelago”. Questi impianti possono costare il 75% in meno di un inceneritore e non inficiano la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti. Alcuni modelli di TMB (come l’israeliano Bioarrow) permettono anche la creazione di biogas con la parte degli scarti organici non intercettati dalla raccolta differenziata
    -creazione di un apposito Centro Studi (uno per provincia) in collegamento con le imprese locali e le università (con creazione di corsi di eco-design) per studiare quanto selezionato e non ancora riciclato in modo che nei cicli produttivi delle aziende vengano gradualmente sostituiti tutti i materiali e oggetti non riutlizzabili, riciclabili o comportabili
    - per i rifiuti industriali piu’ problematici e che non possono essere trattati diversamente a “freddo”, prendere in considerazione le tecniche di oxy-combustione senza fiamma- recuperare plastica, vetro,alluminio dalle vecchie discariche chiuse (landfill mining)
    - chiusura entro i prossimi 15 anni di tutte le discariche ed inceneritori”
    A cura di Matteo Incerti e di Marco Boschini

    Gli spunti ci sono, le soluzioni anche, sta’ a chi si candida trovare il coraggio di sceglierle, la nostra salute, noi tutti e i nostri figli ringrazieranno.

    LUCA LEGA

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